Ogni tanto scrivo

La vita è questione di cuore e semantica.

Prenotare a nome di Gian Marco (…) in tutto il pianeta.

”Se nun so matti nun ce li volevo”.

Incipit perfetto per prepararsi ad una storia di goliardia e adolescenza prolungata con il fiero marchio Ciociaria.

Il padrino è nella vita di chi si consacra allo Spirito Santo consapevolmente per la seconda volta, una guida spirituale e animica, per cui si nutre generalmente affetto, stima, rispetto e nel mio mio caso profonda amicizia, amicizia quella tra me e il padrino, nata tra i banchi di scuola nel lontano 2007.

Su di lui potrei scrivere meglio e di meglio. Ma la sua idea geniale che attualmente vanta più di una decade, è stata decisiva per dare a lui l’onore di mettermi una mano sulla spalla.

Frosinone anni del liceo. Un gruppo di amici come tanti e poi c’è lui; Gian Marco, amico di lunghissima data del mio padrino. Riconoscibile per la sua fisionomia caratteristica e per la sua voce rara. Anima vivace, predatore di pane e quel genere di cristiano che mangia la pizza con le posate.

Eravamo felici in quella comitiva che sapeva di scuola, motorini e qualche nota all’ attivo sul registro e non siamo poi così cambiati, e continuando a leggermi mi darete ragione.

Così con una casualità destinata a divenire una costante fuori controllo, ogni prenotazione nei ristoranti, ma anche in spa o in ogni luogo in cui non venisse richiesto un documento era ed è sempre a nome di Gian Marco (…) , è così da anni e lo sarà per sempre.

Sono più di dieci anni che in ogni regione e nazione europea o non, ognuno di noi prenota a suo nome.

Quest’estate ho proposto un documento excel per monitorare la vicenda e gli spostamenti di Gian Marco nel tempo e nello spazio per uno studio del fenomeno più accurato. La portata dello stesso risulta più che considerevole, considerando l’incremento numerico sia delle prenotazioni che dei luoghi visitati e in cui non è affatto trascurabile la durata temporale. Le modalità di prenotazione invece, variano di pari passo con la tecnologia. Noi invece siamo sempre i soliti cretini, questo non cambia mai (vi ricordo che ho solo trentuno anni).

Così quest’estate mentre ero a fare un aperitivo serale al pigneto per il quale avevo prenotato rigorosamente a nome di Gian Marco ho inviato un messaggio al padrino per tenerlo informato, che effettivamente Gian Marco quella sera era lì anche senza esserci. Non era un’occasione particolare, informo sempre il padrino, è una specie di rito ed io sono più che abitudinaria, più che scaramantica.

Così il 28 giugno scrivevo al mio referente spirituale “ Gian Marco mangia in giro per l’Italia” e lui che solitamente ha tempi di latenza nella risposta esagerati (chiunque faccia questa cosa lede la mia sanità mentale) quel giorno fu fulmineo “Mah sapevo che solo oggi sono partiti un pranzo in Croazia e una cena in Egitto, ma come fa??? Ha un jet privato ? È famoso? Vorrei conoscerlo” e rincara “comunque non scherzavo eh, solo oggi Gian Marco ha prenotato in tre ristoranti di diverse nazionalità, svilupperemo l’app meglio di the fork” e mi informava che dopo Il Cairo e Podgoria il giorno successivo sarebbe tornato a Frosinone.

Secondo il padrino e la setta che gestisce queste prenotazioni, di cui io son un’adepta fedele, se al momento della prenotazione non si dice sia il nome che il cognome “non vale”. Cos’è che non valga esattamente e quali siano le nefaste conseguenze di fare una prenotazione incompleta, non lo so e nemmeno voglio scoprirlo, resto sempre fedele alla linea, non si sa mai.

Momento altissimo (e di altissimo imbarazzo, data la nostra evidente demenza) fu iniziare il mio fidanzato a questa associazione a delinquere, proprio il giorno della mia Cresima e non riuscir a rispondere ad un legittimo “perché lo fate?” aggravò la nostra posizione! Il tutto mentre Yuri/Gian Marco sbagliandosi prenotava a nome di Fabrizio (…) perché non aveva capito il nome che io e il padrino gli avevamo suggerito, che poi rettificò in una seconda telefonata, lasciando intendere di aver sbagliato il suo stesso nome. L’imbarazzo si dissolse da lì a breve con un Folco completamente nel mood che ormai prenota ovunque solo a nome di Gian Marco senza mai dimenticare il cognome, il tutto preceduto dall’ appellativo “Signor”, anche lui diligente, impeccabile nella pratica rituale, perché del mio stesso partito “che non si sa mai”.

E sempre allo stesso Folco andava fatto lo scherzo iniziatico “del fidanzato” ma questa è un’altra storia “piccante ma non abbastanza”. Diciamo che gli è stato fatto un pre-scherzo giusto per non traumatizzarlo troppo, una sorta di tegolatura. E cominciammo proprio da colui che come l’innominabile pare avere il dono dell’ubiquità.

Eh niente, gestendo Folco un’attività in cui la prenotazione è più che centrale, ho chiamato il padrino dicendo che andava fatto.

Di cosa parlo? Ovviamente prenotare a nome di Gian Marco, ma senza farlo, perché altrimenti ci avrebbe scoperti subito, dato che conosceva ormai bene questa tradizione.

Quindi ci siamo mossi più o meno così: il padrino ha chiamato Folco e si è presentato come un cliente con esigenze particolari. Sostanzialmente il cliente che si interfacciava con Folco (cioè il padrino/Gian Marco) richiedeva prenotazioni di più stanze contemporaneamente perché lui aveva questo grande dono di essere in più posti (anche lontani nello spazio) contemporaneamente.

Abbiamo riso comunque tutti e troppo, peccato io ne abbia solo ascoltato i racconti, volevo esserci anche io sia con Folco che con Leo, anche io in entrambi i luoghi contemporaneamente, proprio come Gian Marco.

Ma “perché lo facciamo?” ve lo dico io: prenotare a nome di Gian Marco è una scarica di adrenalina e dopamina che non nuoce alla salute, non fa ingrassare e crea una dipendenza sana che fa ridere ma non uccide.

Provare per credere.

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